29 Giu, 2020

Da quando la forza lavoro mondiale è passata allo smart working ed alla permanenza a casa, si sono evidenziate alcune tendenze nell’ambito della protezione incendi.

Per diverse settimane, molti Paesi hanno imposto restrizioni negli spostamenti e hanno implementato diversi livelli di lockdown per limitare la diffusione del COVI-19. Poiché la forza lavoro si è spostata da spazi commerciali e industriali all’ambiente domestico, sono emerse alcune interessanti tendenze nell’ambito della sicurezza antincendio.

Dal rischio di incendio commerciale a quello domestico

A partire da marzo, molti uffici e complessi industriali sono rimasti inattivi e vuoti a causa delle restrizioni imposte a tutti i lavoratori per limitare la diffusione del Covid-19. In questo periodo di difficoltà socioeconomica, sembra essere emerso, a livello globale, una modesta riduzione delle chiamate ai Vigili del Fuoco per segnalare incendi in aree industriali. Se questa tendenza può essere incoraggiante, bisogna però analizzare meglio il fenomeno e avere una completa panoramica della situazione.

Diversi servizi d’emergenza hanno segnalato, nello stesso periodo d’osservazione, un incremento di incendi domestici dovuti a ad un maggior numero di persone rimaste in casa, spesso in condizioni anguste e in continua ricerca di attività “alternative” per occupare il proprio tempo.

È stato inoltre notato un incremento di accensioni di falò in abitazioni civili in cui, sfruttando l’isolamento forzato per pulire i propri giardini e non potendo usufruire dei servizi di raccolta rifiuti a cui erano abituati, i proprietari di casa sono ricorsi a metodi “alternativi” per smaltire le erbacce e qualsiasi altro rifiuto da giardino. Nelle ultime settimane siamo stati chiamati a partecipare a delle indagini forensi per un incendio in un laboratorio industriale, in cui le fiamme si sono propagate nelle aree circostanti per mezzo di vegetazione di scarto di e rami potati.

Inoltre, con l’arrivo della bella stagione, è stato rilevato anche un incremento di incendi causati da barbecue: nonostante i ripetuti avvertimenti da parte delle autorità locali, specialmente in America, Canada e Regno Unito, di non usare il barbecue sul balcone di casa, vi sono stati molteplici interventi delle squadre di soccorso per fronteggiare incendi su balconi o facciate esterne in abitazioni civili, grazie anche alla combinazione di rivestimenti in facciata in legno e l’aggiunta di un significativo quantitativo di arredamento da esterno in plastica.

Incendi domestici di natura elettrica

A causa dell’isolamento forzato, intere famiglie si sono trovate confinate nelle proprie abitazioni, modificando i propri comportamenti abitudinari, risultando in un elevato e continuo utilizzo di attrezzature elettriche e dunque aumentando il rischio d’incendio associato alle attività casalinghe di routine.

I televisori, i computer e le console dei video games sono gli oggetti che hanno causato, in più occasioni, un sovraccarico dei sistemi domestici di fornitura elettrica. L’utilizzo prolungato di diverse utenze e la presenza di vecchie cablature, ha portato ad un incremento del rischio d’incendio nelle abitazioni civili. In particolare, si è notato che l’uso eccessivo di computer portatili, con conseguente surriscaldamento degli apparecchi, posizionati su letti o su cuscini, può comportare l’inizio di focolai scaturendo l’accensione di materiale organico-sintetico quali coperte e lenzuola. Inoltre, la prolungata permanenza nelle proprie abitazioni ha scaturito un aumento di incendi originati in cucina, fenomeno ben noto e causa principale degli incendi domestici anche prima delle restrizioni imposte in questo periodo.

L’impatto sulle squadre d’emergenza

La pandemia causata dal COVID-19 ha profondamente condizionato i nostri servizi pubblici e l’attività svolte dalle squadre di soccorso.

Nel Regno Unito, circa il 12-15% dei vigili del fuoco è stato impossibilitato a lavorare. Negli gli Stati Uniti d’America ed il Canada, invece, molti Vigili del Fuoco si sono offerti volontari per assistere il servizio sanitario, guidando ambulanze e unendosi alla PMART (Pandemic Multiagency Response Teams) per fronteggiare al meglio la pandemia. Tuttavia, questa loro generosità ha reso i Vigili del Fuoco maggiormente esposti al virus, riducendone così il numero di personale operativo.

Questa ulteriore restrizione ha condizionato la possibilità di garantire gli interventi delle squadre di soccorso nei tempi dovuti, oltre cha dover annullare tutti gli interventi domestici non urgenti dove normalmente venivano forniti consigli utili sulla sicurezza antincendio per le abitazioni private. Allo stesso tempo, le consulenze in materia antincendio offerte alle imprese hanno subito un brusco rallentamento, con la maggior parte degli appuntamenti annullati.

È interessante dunque capire come la pandemia del coronavirus abbia sottolineato un cambiamento nel mondo della sicurezza antincendio a livello globale. Da una riduzione d’incendi in edifici commerciali e siti industriali ad un conseguente aumento degli interventi delle squadre di soccorso nel contesto domestico.