22 Giu, 2020

La protezione contro l’incendio delle biblioteche e/o degli archivi storici in genere è un argomento che da sempre appassiona i professionisti antincendio perché combina la protezione dei beni con quella dei danni conseguenti all’applicazione dei sistemi di protezione stessi (effetti collaterali), che sono pressoché inevitabili con la gran parte dei sistemi adottabili. Quando poi l’archivio o biblioteca si trova all’interno di un edificio storico, allora l’analisi di rischio, sempre importante in questi casi, assume carattere essenziale per poter valutare le diverse opzioni di protezione. Ma la protezione, oltre che essere ben scelta, deve poi essere correttamente progettata ed infine ben installata e manutenuta per poter essere realmente efficace nel momento del bisogno.

 

La scelta di un impianto di protezione contro l’incendio in una biblioteca o in un archivio storico non può prescindere dall’analisi del rischio d’incendio proprio di quella biblioteca o di quell’archivio nella realtà in cui è ospitato. Infatti qualsiasi protezione contro l’incendio dovrà essere necessariamente analizzata non solo alla luce delle sue caratteristiche più o meno “avanzate” ma soprattutto dovrà soddisfare il ruolo che l’analisi del rischio condotta per quell’attività le ha attribuito, e farlo nella maniera il più possibile efficace.

L’avanzamento della tecnologia antincendio mette a disposizione una serie di sistemi di protezione contro l’incendio per i locali adibiti a biblioteche od archivi; fra questi, quelli che si considerano più adatti alla tipologia di pericolo d’incendio ed alle caratteristiche proprie del deposito di carta nei quali si fa rientrare la biblioteca/archivio sono i seguenti, elencati in ordine di impatto complessivo sull’attività.

  • Sistemi automatici sprinkler, eventualmente di tipo a preazione.
  • Sistemi di protezione watermist, basati sull’impiego di ugelli chiusi tipo sprinkler, eventualmente associato ad un sistema di rivelazione per allarme precoce;
  • Sistemi di protezione a gas estinguenti, di tipo inerte o chimico, corredati di apposito impianto di rilevazione d’incendio.
  • Sistema di riduzione dell’ossigeno ambiente.

Si conviene che l’elencazione di cui sopra non troverà tutti concordi; ad esempio non si sta prendendo in considerazione l’opzione di:

  • Sistemi di sola rilevazione precoce d’incendio con intervento manuale.

Perché non si ritiene che questa soddisfi in modo adeguato all’esigenza di protezione dell’edificio essendo difficilmente prevedibile la garanzia di un intervento manuale rapido ed efficace che sia disponibile 24h su 24.

Al tempo stesso non si sono citati i sistemi “aerosol”, come indicato dallo standard NFPA 2010, unico standard pubblicato sull’argomento, che tuttora non raccomanda l’uso di estinguenti “aerosol” su incendi di classe A in grado di produrre braci (deep seated fires) quali quelli certamente attesi in presenza di gradi quantità di carta. (NFPA 2010 – Fixed Aerosol Fire-Extinguishing Systems – 2020 ed. par. 4.2.2). I sistemi sopra menzionati quale quelli possibili per la protezione delle aree adibite a biblioteca od archivio hanno prestazioni diverse e si considerano più o meno adatti a seconda dei casi, principalmente in funzione del “danno residuo” che è intrinseco nel loro utilizzo; il fattore economico poi non è trascurabile nella selezione.

Le possibili tecnologie sopra menzionate hanno una serie di vantaggi e svantaggi per l’applicazione in esame che qui di seguito sono dettagliati.

La protezione sprinkler e quella watermist, sono quelle decisamente più stabile rispetto ai falsi allarmi, e non presentano significativi problemi di fuori servizio; per contro l’intervento del sistema sprinkler o del sistema watermist segue sempre un primo sviluppo dell’incendio e prevede quindi la possibile perdita di una parte sia pur minima di contenuto. Il vantaggio di questo tipo di protezioni è la loro semplice estensibilità ad altre aree che richiedano protezione antincendio, tramite la estensione della sola rete di erogazione. Fra le due reti idriche vi è una differenza sostanziale nelle dimensioni del sistema sia quanto proprio a dimensioni fisiche delle tubazioni e della riserva d’acqua coinvolte, sia quanto a quantità d’acqua erogata.

La protezione a gas è affidabile e permette il salvataggio pressoché totale del contenuto anche se un principio d’incendio ci deve essere per attuare l’impianto e quindi è possibile un minimo danno. I sitemi a gas estinguente hanno una dimensione proporzionale al volume da proteggere e quindi possono essere particolarmente impegnativi se ci si trova a dover proteggere volumi molto grandi; in questi casi può essere d’aiuto la protezione di volumi multipli con una riserva di gas centralizzata, dimensionata sul volume maggiore, ed una serie di valvole direzionali che possono sversare il gas nel volume interessato dal principio d’incendio senza coinvolgere altri volumi in quel momento non interessati. Il sistema per contro può fallire, ad esempio, in caso di apertura di una porta o di un infisso non del tutto a tenuta, e dovrebbe pertanto essere installato in maniera da poter consentire una seconda scarica se la prima non ha completato il compito. Anche le valvole direzionali dei sistemi a smistamento sono un punto critico per l’affidabilità del sistema; dovrebbero sempre essere utilizzate valvole dotate di una qualche approvazione di qualità, oltre alla marcatura CE che in Europa è obbligatoria per questi componenti.

Il rischio di scarica accidentale per intervento improprio del sistema di rivelazione è comunque presente e deve essere controllato predisponendo un sistema di rivelazione particolarmente stabile, senza trascurare il fatto che il sistema a gas richiede comunque l’intervento immediato delle squadre di emergenza, per poter gestire e sorvegliare la corretta operatività del sistema.

Il sistema a riduzione di ossigeno ha il vantaggio di prevenire completamente lo sviluppo dell’incendio e di agevolare la conservazione dei documenti anche a livello di processi di invecchiamento. Per questi motivi la sua utilizzazione specie negli archivi storici di documenti rari, per i quali la perdita anche di un solo esemplare è da evitare il più possibile, sta trovando sempre più interesse fra gli operatori. Per contro si tratta di un sistema che “consuma” energia per il suo normale funzionamento, in quanto deve produrre Azoto con continuità ed in quantità tanto maggiore quanto maggiori sono le perdite dal volume o il numero di ingressi/uscite effettuati. Presenta poi i problemi per l’accesso del personale nei locali, che può scontrarsi con la normazione in materia sanitaria che potrebbe rendere il problema ancora più difficile da affrontare.

Affidare una corretta analisi del rischio e successiva progettazione preliminare e/o definitiva, ad un progettista o da una società di progettazione specializzata, può apparire, ad una prima considerazione, come un aggravio di costo sulla fornitura ma è abbastanza evidente che questo approccio si trasforma rapidamente in un risparmio significativo. Questa analisi ingegneristica permette di avviare una gara di fornitura più “competitiva” e soprattutto consente di allocare correttamente le risorse disponibili realizzando il sistema più adatto al caso in esame, investendo le risorse disponibili per la migliore protezione possibile.